Frasi di Emil Cioran

Le più belle frasi di Emil Cioran


Se non c'è salvezza attraverso la follia, è perché non c'è nessuno che non ne tema gli sprazzi di lucidità. Si desidererebbe il caos, ma si ha paura delle sue luci.
Emil Cioran

Nella divinità è più importante ritrovare i nostri vizi che le nostre virtù.
Emil Cioran

Bisognerebbe rinunciare a cercare l'essenza delle cose. È una brutta piega presa dalla nostra mente questo voler fissare in ogni occasione l'evanescente e scovarne la ragione durevole. Non c'è niente dietro a niente. Ma può esserci qualcosa in noi. È a questo che è necessario aggrapparsi.
Emil Cioran

Una constatazione che verifico, con mio grande rammarico, a ogni istante: sono felici solo coloro che non pensano mai, vale a dire coloro che pensano giusto il poco che basta per vivere.
Emil Cioran

La conversazione con lui era convenzionale come quella con un agonizzante.
Emil Cioran

La metafisica e, a maggior ragione, la teologia sono di un antropomorfismo scandaloso. Entrambe si riducono a una suprema civetteria dell'uomo, in estasi di fronte al proprio genio. Appena si dà uno sguardo ai suoi vaneggiamenti non ce n'è uno che sfugga al ridicolo.
Emil Cioran

Si distrugge una civiltà soltanto quando si distruggono i suoi dèi.
Emil Cioran

Noi moriamo in proporzione alle parole che spargiamo intorno a noi…
Emil Cioran

Ogni civiltà configura una risposta alle domande che l'universo suscita; ma il mistero rimane intatto: altre civiltà, con nuove curiosità, vi si cimenteranno, altrettanto vanamente, dato che ciascuna è soltanto un sistema di errori…
Emil Cioran

Per dimenticare i dispiaceri e sottrarsi a ossessioni funeree non c'è niente di meglio del lavoro manuale. […] Bisogna stancare il corpo, affinché la mente non sappia più da dove prendere energia per funzionare, vaneggiare o approfondire.
Emil Cioran


Emil Cioran
Emil Cioran

Emil M. Cioran è stato un filosofo, saggista e aforista rumeno, tra i più influenti del XX secolo. Nato in Romania, dal 1933 al 1935 visse a Berlino, e dalla seconda guerra mondiale in avanti risiedette in Francia con lo status di apolide; scrisse i primi libri in lingua romena, ma dalla fine del conflitto scrisse sempre in francese e, nonostante questo non fosse il suo idioma di nascita, viene considerato da molti critici come uno dei migliori prosatori in questa lingua.
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